L'integrazione degli alunni diversamente abili
“La scuola realizza appieno la
propria funzione pubblica impegnandosi, in questa prospettiva, per il successo
scolastico di tutti gli studenti, con una particolare attenzione al sostegno
delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio”. (Indicazioni
ministeriali per il curricolo, settembre 2007)
"L’integrazione è il processo attraverso cui il sistema acquista e conserva unità strutturale e funzionale, pur mantenendo la differenzazione degli elementi. E’ anche il prodotto di tale processo, in termini di mantenimento dell’equilibrio interno del sistema, della cooperazione sociale, del coordinamento tra i ruoli e le istituzioni. (...) In genere l’integrazione si fonda sul consenso libero delle persone sociali che accettano la piattaforma che sta alla base dell’unificazione del comportamento” (Giancarlo Milanesi)
Secondo alcuni pedagogisti per integrazione è da intendersi "la compresenza, la mutua accettazione, il reciproco cambiamento e la cooperazione delle diversità".
livello di alunni parliamo di integrazione soprattutto per i “diversabili “e/o per bambini in situazioni di disagio personale e sociale che potrebbero far allargare il fenomeno della dispersione scolastica, ma logicamente dobbiamo avere una visione più ampia poiché, nel processo formativo “integrare” significa: valorizzare le differenze, creare legami autentici tra persone, sviluppare forme e modi di partecipazione “ad imprese comuni”, favorire rispetto e comprensione.
Il ruolo della società a favore dei portatori di handicap è quello di offrire uguaglianza di opportunità, per connotarsi come civile e democratica.
L’uguaglianza nella diversità, sembra un’equazione impossibile, se non sorretta dalla consapevolezza che la formazione degli individui si arricchisce nell'’interazione e nella valorizzazione delle diversità, nonché nel riconoscimento del “diritto alla differenza”.
Il problema della valorizzazione delle diversità è diventato certamente “centrale” nella scuola e nella nostra società per le seguenti ragioni:
§ multiculturalità in costante espansione nelle scuole;
§ diversità per handicap psicofisici, culturali, sociali, familiari le cui conseguenze sono aggressività, emarginazione, violenze.
La finalità “prima” della scuola di ogni ordine e grado è quella di riconoscere, accettare, accogliere ed educare alle diversità, intese non come problema, ma come risorsa per migliorare la qualità dell’insegnamento, da cui ne consegue un’”integrazione di qualità”.
RACCORDI TERRITORIALI
In questo contesto sono chiamati a concorrere, nell’ambito delle loro specifiche e più generali competenze:
§ C. S. A.
§ Unità Locali Socio-Sanitarie
§ Provincia – Comuni
§ Centro A I. A. S.
Dal momento in cui l’alunno prende posto nel banco, hanno inizio “i piani di lavoro” per garantirgli un inserimento armonico.
§ Il Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.)
E’ lo strumento di raccordo tra la conoscenza dell’alunno dal punto di vista sanitario-riabilitativo, scolastico, familiare. E’ redatto all’inizio della scuola da operatori socio-sanitari, insegnanti, psicopedagogisti, famiglia ed è l’atto successivo alla Diagnosi Funzionale. Indica, in via prioritaria, il prevedibile livello di sviluppo che l’alunno dimostra di possedere in tempi brevi e medi.
§ Il Progetto Educativo Individualizzato (P.E.I.)
E’ lo strumento di lavoro che rende operativi tutti i dati contenuti nel P.D.F. E’ redatto dall’insegnante di sostegno in collaborazione con i docenti delle classi del modulo, dopo l’acquisizione dei dati da operatori socio-sanitari, insegnanti, pscicopedagogista , famiglia. Si articola in progetti sequenziali di attività didattiche finalizzate a sollecitare lo sviluppo di tutte le capacità potenziali dell’alunno.
§ Gruppo H d’Istituto
E’ un gruppo formato dal dirigente scolastico, dai rappresentanti dei docenti specializzati e curriculari, rappresentanti dei genitori degli alunni e dai rappresentanti dell’A.S.L.. si propone di risolvere eventuali problematiche inerenti alla piena integrazione degli alunni. Si nomina tra gli insegnanti di sostegno il referente del gruppo H.
Anche
il decreto legislativo n. 59 del 19 febbraio 2004 prevede in sintesi la
valorizzazione della continuità verticale e orizzontale.
Continuità
educativa, didattica e organizzativa verticale (dalla scuola dell'infanzia alla
scuola primaria alla scuola secondaria di I° grado) ed orizzontale (i
collegamenti tra le scuole, le famiglie e il territorio), come condizione per un
lavoro in rete fondato sulla reciprocità, sulla cooperazione e sulla
condivisione.
In
particolare
·
la costituzione di un gruppo di lavoro
per la continuità,
·
incontri per la progettazione e la
realizzazione di attività in collaborazione tra docenti dei tre ordini di
Scuola,
·
collegi congiunti tra Scuola
dell’Infanzia e Scuola Primaria,
·
iniziative di corsi di aggiornamento
congiunti.
Sarà altresì perseguita la continuità
orizzontale tra Scuola e Territorio per assicurare un rapporto continuo e
proficuo tra i diversi ambienti di vita e di formazione dell'alunno.
In questa prospettiva i rapporti con le
famiglie sono di primaria importanza come fonte di informazioni utili ad un
processo formativo fondato su principi educativi omogenei.
Contatti continui saranno tenuti con i
responsabili delle agenzie culturali territoriali, in particolare con i
responsabili delle parrocchie, dell'Ente Comune, della Biblioteca, con i
componenti dell'équipe multidisciplinare dell'A.S.L. n. 5 di Montalbano Jonico.